There is something particular about working in the city where you grew up. I have operated in Rome, taught in Iowa, spoken in Madrid, Orlando, Prague. But when the invitation came to stand alongside Dr. Luigi Santilio at the press conference for the XX Mediterranean Games in Taranto, I felt something different. Not professional pride — something older and quieter than that.

Taranto is not an easy city to love from the outside. It carries the weight of its industrial history, its contradictions, its distance from the centres of power. But for those who grew up there, it has a particular gravity. It pulls you back. And in July 2026, it pulled me back to the Salone degli Specchi at Palazzo di Città, for a conference that brought together forty years of sports medicine history and the horizon of an international event that the city had been waiting for.

"Essere al servizio dei Giochi significa mettere a disposizione la nostra professionalità, ma anche il nostro amore per Taranto." — Dr. Luigi Santilio

Forty years of sports medicine. One city.

The Centro di Medicina dello Sport CONI-FMSI di Taranto, directed by Dr. Santilio, celebrated its fortieth anniversary at the same moment it looked toward its most ambitious future commitment: providing medical support for the XX Mediterranean Games. Forty years of athletes, injuries, preventive medicine, and professional training in a city that needed exactly this kind of institution.

My connection with this Centre goes back years — through the UEFA Football Doctor Education Programme, which has brought to Taranto some of the most respected figures in European sports medicine: the medical staff of the Italian Under-21 national team, Prof. Pincolini, Dr. Pengue of Fiorentina, international specialists and researchers. Each edition has been a moment of genuine exchange — not a formal training session, but a conversation between professionals who share the same sense of responsibility toward athletes.

Team ai Giochi del Mediterraneo Taranto 2026 Palazzo di Città · Taranto 2026
Con il team del Centro di Medicina dello Sport · Palazzo di Città, Taranto · luglio 2026

UEFA, FIGC, and a city that deserves the international stage.

I have been coordinating the UEFA FDEP cascading for Italy through FIGC since 2012. In that time, I have seen sports medicine evolve — in its scientific rigour, in its multidisciplinary approach, in its awareness that protecting an athlete means protecting a person, not just a body. Taranto has been part of that evolution. The work done here over four decades is not a local story — it is a professional story with national and international relevance.

The Mediterranean Games bring 26 nations, thousands of athletes, and a level of logistical and medical complexity that demands exactly the kind of expertise the Centre has built. For me, being part of that — as a Taranto native, as a FIGC physician, as a UEFA instructor — was not a professional obligation. It was a privilege that felt personal.

I left Taranto to become the doctor I needed to become. I returned to bring back what I had learned.

What comes next.

The Games are underway. The medical staff is in place. But what interests me most is what happens after — whether the momentum built around this event leaves a lasting infrastructure for sports medicine in the city. Whether the young physicians who trained through FDEP here go on to build something. Whether Taranto becomes, permanently, a reference point rather than a stop on the calendar.

That is the work that does not end with the closing ceremony. And it is the work I intend to continue being part of.

C'è qualcosa di particolare nel lavorare nella città in cui sei cresciuto. Ho operato a Roma, insegnato in Iowa, parlato a Madrid, Orlando, Praga. Ma quando è arrivato l'invito a stare accanto al Dr. Luigi Santilio alla conferenza stampa per i XX Giochi del Mediterraneo a Taranto, ho sentito qualcosa di diverso. Non orgoglio professionale — qualcosa di più antico e silenzioso.

Taranto non è una città facile da amare dall'esterno. Porta il peso della sua storia industriale, le sue contraddizioni, la sua distanza dai centri di potere. Ma per chi ci è cresciuto, ha una gravità particolare. Ti richiama. E nel luglio 2026 mi ha richiamato al Salone degli Specchi di Palazzo di Città, per una conferenza che ha riunito quarant'anni di storia della medicina dello sport e l'orizzonte di un evento internazionale che la città aspettava da tempo.

"Essere al servizio dei Giochi significa mettere a disposizione la nostra professionalità, ma anche il nostro amore per Taranto." — Dr. Luigi Santilio

Quarant'anni di medicina dello sport. Una città.

Il Centro di Medicina dello Sport CONI-FMSI di Taranto, diretto dal Dr. Santilio, ha celebrato il suo quarantesimo anniversario nello stesso momento in cui guardava al suo impegno futuro più ambizioso: fornire supporto medico ai XX Giochi del Mediterraneo. Quarant'anni di atleti, infortuni, medicina preventiva e formazione professionale in una città che aveva bisogno esattamente di questo tipo di istituzione.

La mia connessione con questo Centro risale a anni fa — attraverso il UEFA Football Doctor Education Programme, che ha portato a Taranto alcune delle figure più rispettate della medicina sportiva europea: lo staff medico della Nazionale italiana Under-21, il Prof. Pincolini, il Dr. Pengue della Fiorentina, specialisti e ricercatori internazionali. Ogni edizione è stata un momento di scambio genuino — non una sessione di formazione formale, ma una conversazione tra professionisti che condividono lo stesso senso di responsabilità verso gli atleti.

Team ai Giochi del Mediterraneo Taranto 2026 Palazzo di Città · Taranto 2026
Con il team del Centro di Medicina dello Sport · Palazzo di Città, Taranto · luglio 2026

UEFA, FIGC e una città che merita il palcoscenico internazionale.

Coordino il cascading UEFA FDEP per l'Italia attraverso la FIGC dal 2012. In questo tempo ho visto la medicina dello sport evolversi — nel rigore scientifico, nell'approccio multidisciplinare, nella consapevolezza che proteggere un atleta significa proteggere una persona, non solo un corpo. Taranto ha fatto parte di questa evoluzione. Il lavoro fatto qui in quarant'anni non è una storia locale — è una storia professionale con rilevanza nazionale e internazionale.

I Giochi del Mediterraneo portano 26 nazioni, migliaia di atleti e un livello di complessità logistica e medica che richiede esattamente il tipo di competenza che il Centro ha costruito. Per me, farne parte — come tarantino, come medico FIGC, come istruttore UEFA — non era un obbligo professionale. Era un privilegio che sentivo personale.

Ho lasciato Taranto per diventare il medico che dovevo diventare. Sono tornato per portare indietro ciò che avevo imparato.

Cosa viene dopo.

I Giochi sono in corso. Lo staff medico è al suo posto. Ma ciò che mi interessa di più è cosa succede dopo — se lo slancio costruito attorno a questo evento lascia un'infrastruttura duratura per la medicina dello sport in città. Se i giovani medici che si sono formati attraverso l'FDEP qui continueranno a costruire qualcosa. Se Taranto diventa, in modo permanente, un punto di riferimento e non solo una tappa nel calendario.

Questo è il lavoro che non finisce con la cerimonia di chiusura. Ed è il lavoro di cui intendo continuare a fare parte.

Press coverage · Rassegna stampa

Il Centro di Medicina dello Sport festeggia 40 anni e guarda ai Giochi · Corriere di Taranto Quarant'anni al servizio dello sport: il Centro guarda al futuro · Blufree.it Quarant'anni di eccellenza: storia e futuro del Centro · Giornale RossoBlu Centro Medicina dello Sport presenta le iniziative per i Giochi · Cronache Tarantine